Panzerotteria Noviello, lo spazio food monoprodotto firmato dall’architetto Gentile

Utilizzato materiale in gres di due aziende leader del settore, Casa Dolce Casa ed Inalco.

Nicola Quartarella Case e design
Gravina - domenica 01 dicembre 2013
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Inaugurato nel giugno del 2013 , “Noviello Panzerotteria” di Michele Stolfa, si propone ad Altamura come spazio food monoprodotto, tipico della provincia. La forma quadrata dell’impianto planimetrico del locale in oggetto, suggeriva, in fase di sopralluogo, la suddivisione dello spazio per ambienti ben definiti. Quindi una chiara e netta distinzione tra il pubblico ed il privato, tra il “posso e il non posso”, tra un dentro ed un fuori.

Lo spazio riservato all’esercizio commerciale si presentava caratterizzato da due vetrine per lato di stessa misura e da un pilastro centrale, unico protagonista. Nonostante questa singola presenza, si è tentato di nasconderlo o meglio coinvolgerlo nell’arredo rendendolo poco invasivo nella sua corporatura e centralità.

L’idea su cui si fonda la composizione è chiaramente quella di individuare, nel gesto della “sospensione” (richiesta dal cliente), la matrice architettonica. Una scatola immaginata divisa in due “luoghi” distinti (monocromaticamente) di egual misura, capaci di restituire al contesto uno spazio familiare. Di questi due ambiti uno è quello riservato all’ospite mentre il secondo ad una serie di servizi (laboratorio, cassa, banco,) tutti circoscritti e delimitati da un ritaglio in facciata molto elementare, capace di simulare una casa, quindi uno spazio privato, invalicabile, riservato. Il “vuoto” ricavato, scavato, ritagliato, si scarica del chiaro cromatico che invade lo spazio d’ingresso per scurirsi (anche a soffitto), rafforzando questa bivalenza e differenza tra gli ambiti. Opportunamente illuminati si evidenzierà ancor più questo distacco.

L’ingresso, superata una porta in vetro temperato extra chiaro a tutta altezza, è scandito da un invito a terra, un “tappeto”, un percorso che porta direttamente alla cassa (prima fase di contatto con il cliente e che indirettamente dilata lo spazio lungo il lato corto. Una lastra di vetro filtro lascia traguardare una cucina a vista per la preparazione del panzerotto, gesto questo che denuncia il contatto diretto tra il prodotto in preparazione ed il cliente. Ad esclusione degli elementi distintivi, quali il banco incarto e la cassa, tutto il corpo centrale si distacca dal pavimento, efficacemente per rendere quest’ultimo più continuo possibile non solo visivamente ma anche dall’ottica funzionale, rendendolo pratico nella pulizia del locale stesso. Cromaticamente si è pensato di portare una certa continuità con un primo locale già di proprietà, aggiungendo una variate alla originaria scala dei grigi, nel giallo ocra, diversificando e personalizzandone il carattere.

Secondo i cromoterapeuti il giallo ocra vuol rappresentare la ricerca del nuovo, della liberazione dagli schemi, sinonimo di vivacità, estroversione, leggerezza, crescita e cambiamento. La sosta e la consumazione del prodotto sono assicurati dalla presenza di due tavoli-snack alti in rovere spazzolato tinto ocra, con sgabelli neri ed un tavolo rovescio (tema ridondante) in proiezione che funge da cappelliera.

Anche i menù assumono un posto di rilievo nell’arredo, sempre in sospensione calano dall’alto, raccontando una serie di proposte ed alternative culinarie nelle diverse e possibili farciture del panzerotto. Tornando alla diversificazione dei distinti ambiti, si è opportunamente scelto l’utilizzo di materiale in gres di due aziende leader del settore, Casa Dolce Casa ed Inalco, fornite da Edil Habitat di Michele Quartarella di Altamura.

Con quella d’ingresso, e solo a pavimento, si è optato per una piastrella 80x40 di “Casa Dolce Casa” serie Materia Project Crusted, in due tonalità differenti; una, quella più scura, dedicata esclusivamente al tappeto. La scelta è ricaduta su questa per denunciare decisamente lo scarto tra i due ambienti simulando una finitura grezza superficiale, effetto intonaco, replicato con maestria anche in parete e sulla porta del bagno ospiti. Per la restante parte sono state utilizzate due piastrelle molto scure di “Inalco”, con finiture diverse, una mate, Serie Foster Slimmer Negro 50x100 ed una lucida e brillante, Serie Kira Negro 50x100, opportunamente miscelate tra loro. Questa procedura interesserà anche i bagni per il pubblico completamente neri anche a soffitto, segnalando solo il “tavolo rovescio” color ocra su cui poggia un lavandino ellittico. Particolare attenzione è stata data alla presenza nella parte alta di un orologio-datario della solari, modello anni ’60.

Dall’esterno si legge, dietro una delle due vetrine (della “Vetreria Altamurana”), una parete di “gelosie” in cotto smaltate ocra lucide, della azienda Ceipo, a tutta altezza, che nascondendo la porta del bagno, con presunzione si mostra all’esterno. Il prospetto d’ingresso diventa un'unica riquadratura con al centro, nell’intervallo tra le due vetrate, un’insegna stabilendo un contatto con l’esterno in un continuum spaziale. Le opere murarie sono dell’impresa Nicola Basile; tutti gli arredi (disegnati su misura) sono realizati da A&D Arredamenti dei F.lli Ciaccia; le attrezzature sono fornite da Imbar Scarangelli di Modugno (Bari). La pitturazione è rigorosamente in smalto ad acqua opportunamente posato da Staff Color di Gioacchino Gramegna. L’impianto elettrico da Tragni Impianti di Angelo Tragni e lo studio illuminotecnico e fonti luminose da Carnevale Elettrica Modugnese.

La veste grafica è stata curata con attenzione in collaborazione con Vito Maddalena. In ultimo la parte amministrativa e commerciale è stata seguita dal Geometra Emidio Dipalo e dal Geometra Giuseppe Maino.

Progetto architettonico: Pasquale Gentile Architetto - Articolo a cura dell'arch. Pasquale Gentile 

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