La nota di Articolo 1 Mdp di Gravina

«Grande caos al Comune. Velate minacce di crisi politica»

«Lo scontro politico ci mostra nuovi colpi di scena, con dimissioni a sorpresa, cambi ed esoneri di assessori»

Politica
Gravina giovedì 11 aprile 2019
di La Redazione
Art.1 Movimento Democratico e Progressista - Gravina in Puglia
Art.1 Movimento Democratico e Progressista - Gravina in Puglia © Facebook

"Quella che regna a Palazzo di Città - oramai da troppo tempo - è una situazione di grande caos e confusione diffusa. La città intera appare sgomenta ed incredula". É quanto dichiara il movimento Locale di ART. 1 MDP di Gravina. A seguire la nota ufficiale, sottoscritta dallo stesso comitato politico e inviata alla nostra redazione:


"Lo scontro politico ci mostra nuovi (inaspettati?) colpi di scena, con dimissioni a sorpresa, cambi ed esoneri di assessori: il tutto, condito da velate minacce di crisi politica e da inevitabili, ennesimi, avvicendamenti all’interno della giunta.
La maggioranza appare ed è “sfilacciata”. Le dimissioni dei “chiamati” al massimo consesso amministrativo, spesso legati a veri mal di pancia, sono abilmente mascherati e presentati come “problemi di carattere personale”.
Troppi “problemi di carattere personale”, legati a differenti assessori, si sono ripetuti sino alla data odierna."

"In realtà, - si legge ancora nel comunicato stampa - quei “problemi” appaiono più collegati alla mancata condivisione di distorte vedute politiche che mirano a far emergere gli interessi dei singoli e la spartizione delle prebende, all’interno di una nuova cultura che ha prodotto tanti “consiglieri indipendenti”, votati solo al proprio interesse.
Si è assistito e si assiste alla giostra di assessori che vanno e che vengono, di consiglieri rincorsi per strada (o al bar), di eletti che non rispondono più ai partiti o alle liste di appartenenza.
Il Comune è divenuto un porto di mare.

Non da ultimo, l’episodio di un ex assessore che ha rilasciato affermazioni di una gravità inaudita, dopo le sue dimissioni irrevocabili.
Quell’ex assessore (che aveva la delega alla Fiera), dopo aver pubblicamente riferito dell’esistenza e dell’interferenza di un’organizzazione parallela (interessata all’affaire Fiera, oltre che ad altro), formata da soggetti gravitanti attorno alla maggioranza, di colpo ha rinnovato la propria stima al sindaco, offrendo massima disponibilità a collaborare con lo stesso in qualità di privato cittadino.
Ci sarebbe da chiedersi come mai quell’ex assessore, prima abbia ritenuto insopportabile ed inquinato l’ambiente di Palazzo di Città e improvvisamente dopo si sia reso disponibile a fornire la propria illuminata collaborazione.
È evidente come le persone prestate - per brevi periodi - alla politica non abbiano saputo espletare il proprio ruolo e siano stati indotti - in un contesto coercitivo o di inconsapevolezza - a firmare atti e delibere, diciamo poco chiare.

La situazione dell’Assessore Cavallera, con il prima ed il dopo dimissioni, ha creato una situazione che lascia seri dubbi sulla moralità del nostro paese: una situazione Kafkiana, un paradosso imbarazzante.
Un dato è certo: il metodo Valente non funziona più!
Quel metodo, comunque privo di progetti politici di ampio respiro che potessero dare impulso alla città, in passato ha consentito ad un sindaco (abile ed equilibrista) di tenere sotto scacco i partiti, le liste civiche e i consiglieri senza dimora.
E’ evidente l’assenza ormai cronica di una discussione politica seria, sulle sorti e sul futuro di questa città.
Il livello politico in questo frangente ha raggiunto il punto più basso.
Noi di Articolo UNO ci sentiamo in dovere di domandare al Sindaco quali siano i veri problemi di questa maggioranza litigiosa (ammesso che ancora di maggioranza si possa parlare), che sin dall’inizio del suo mandato ha dimostrato poco senso di responsabilità e inadeguatezza politica.
Il Sindaco dovrebbe avere il coraggio di dire (anche in un comizio pubblico) quali sono le criticità legate ad alcune liste di maggioranza, fra tutte Gravina On, vera artefice della vittoria al primo turno, responsabile finanche dell’annullamento delle votazioni, risoltosi con la riabilitazione, da parte del Consiglio di Stato.

Noi di Articolo UNO, consapevoli di non aver voce all’interno del Consiglio Comunale, suggeriamo all’intera maggioranza di prendere il coraggio a due mani, ponendo fine a questa turbolenta, improduttiva e anzi disastrosa esperienza amministrativa.
In altri termini, alle forze politiche di centro sinistra che siedono in Consiglio Comunale, chiediamo uno “scatto di orgoglio”. Dai partiti di maggiore esperienza pretendiamo più responsabilità e coerenza.
È necessario fare al più presto chiarezza e riportare la questione morale al centro del dibattito politico. Comunque ed in ogni caso, Noi di Articolo UNO non dimentichiamo gli altri problemi altrettanto importanti che attanagliano la città. Su quei problemi (progetto bosco difesa grande, zona archeologica, turismo, beni culturali, Santa Sofia, ecc.) torneremo a discutere.
Nel frattempo, attendiamo un atto di coraggio."

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