I primi dati forniti dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia

Reddito di cittadinanza, oltre 20mila domande dalla provincia di Bari

Di queste quasi la metà arrivano dal capoluogo.Il Reddito di cittadinanza ha attratto soprattutto cittadini ultraquarantenni e ultracinquantenni

Politica
Gravina mercoledì 10 aprile 2019
di La Redazione
Reddito di cittadinanza
Reddito di cittadinanza © n.c.

«Le domande presentate dai cittadini pugliesi per accedere alla misura nazionale del Reddito di cittadinanza, sono state 71.735, pari all’8,9% del totale a livello nazionale, a fronte delle 808 mila domande presentate a marzo. Per il 60% si tratta di domande presentate da donne; solo il 22,6% sono domande presentate da persone in età tra i 25 e i 40 anni, mentre oltre il 61,25% ha più di 40 anni. Oltre 20.000 le domande pervenute dalla provincia di Bari, di cui quasi la metà dalla città di Bari».

Sono i dati del primo mese di attività della procedura del Reddito di cittadinanza in Puglia illustrati questa mattina nel corso della prima giornata di lavoro promossa da Inps e dall’assessorato al Welfare della Regione Puglia, rivolta a funzionari dai Comuni e dagli operatori dei Caf pugliesi.

Il Reddito di cittadinanza ha attratto soprattutto cittadini ultraquarantenni e ultracinquantenni, che tipicamente hanno più anni di disoccupazione e che, quindi, relativamente meno impegneranno i Centri per l’Impiego e i “navigator” che verranno.

Secondo l’assessorato regionale al Welfare «disporre in anteprima dei dati regionali e della prima profilatura dei richiedenti Reddito di cittadinanza consente a Regione Puglia di completare efficacemente la definizione del nuovo Reddito di dignità. Infatti è decisivo essere certi di dare copertura a chi non ha i requisiti per presentare domanda RdC o a chi non ha ritenuto credibile la proposta RdC.

Così come è importante che la Regione assicuri tutta la collaborazione possibile ai Comuni che, a questo punto, è chiarissimo, dovranno fare la gran parte delle prese in carico rispetto ai Centri per l’impiego, di cui molto si è parlato sinora».

Lascia il tuo commento
commenti