Una risposta data in Commissione Agricoltura alla Camera dopo aver considerato «la rilevanza dei danni segnalati (oltre 200 milioni su quattro Province) e l’impatto di questi sull’economia delle zone colpite»

Il Ministro Centinaio conferma gli impegni a sostegno degli agricoltori

«L’accoglimento della proposta regionale consentirebbe la concessione a favore delle imprese agricole danneggiate» di numerose «provvidenze»

Politica
Gravina giovedì 10 gennaio 2019
di La Redazione
Neve, la situazione nelle campagne
Neve, la situazione nelle campagne © CoratoLive.it

«Considerata la rilevanza dei danni segnalati (oltre 200 milioni su quattro Province) e l’impatto di questi sull’economia delle zone colpite, per venire incontro alle esigenze delle imprese agricole e procedere all’attivazione degli interventi compensativi del Fondo è stata predisposta una proposta normativa per derogare alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 102 del 2004 e precisamente all’articolo 1, comma 3, al fine di attivare gli interventi compensativi del fondo per le colture non assicurate ancorché assicurabili e per superare la perentorietà del termine di 90 giorni dalla fine dell’evento per la deliberazione della proposta». A dirlo in Commissione Agricoltura alla Camera è stato il ministro Gian Marco Centinaio durante il question time del deputato Giuseppe L’Abbate che ha interrogato il Governo Conte per chiedere l’estensione dell’accesso agli interventi compensativi previsti per le aziende agricole pugliesi che hanno subito danni dalle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018.

«Tale proposta – ha proseguito Centinaio – è stata trasmessa in Parlamento come emendamento a varie iniziative legislative da ultimo al disegno di legge di conversione del decreto 135/2018, il dl semplificazioni. In presenza della suddetta disposizione, si potrebbe procedere all’accoglimento della proposta regionale, che consentirebbe la concessione a favore delle imprese agricole danneggiate delle seguenti provvidenze: contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale nell’anno in cui si è verificato l’evento ed in quello successivo, proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento calamitoso, esonero parziale (fino al 50%) dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti, sgravi fiscali e infine – ha concluso Centinaio – contributi in conto capitale per il ripristino delle strutture aziendali danneggiate e per la ricostituzione delle scorte eventualmente compromesse o distrutte».

Una risposta accolta positivamente dal Movimento 5 Stelle. «Non possiamo che ritenerci soddisfatti – ha commentato L’Abbate – Il ministro Centinaio ha confermato ufficialmente anche oggi in Commissione Agricoltura che l’impegno del proprio dicastero sulla questione gelate c’è e si è immediatamente tramutato in fatti concreti.

Superiamo così, finalmente, gli scogli posti dapprima dal Quirinale al dl Genova e poi dai tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze alla Legge di Stabilità e diamo quel doveroso sostegno alle imprese agricole colpite che hanno visto crollare la propria produzione del 90-95% circa in quest’ultima campagna.

Non solo – rende noto L’Abbate – grazie alla deroga inserita dal ministro Centinaio scatta in automatico la circolare Inps n. 24 del 2009 che garantisce ai braccianti che abbiano prestato la propria attività, per almeno cinque giornate, alle dipendenze di un’impresa agricola ricadente nelle zone colpite un incremento di giornate sino al raggiungimento del numero di quelle lavorate, nell’anno precedente, presso gli stessi datori di lavoro. Evitiamo, così, che un problema economico sfoci in un problema sociale, ancor più drammatico: le giornate lavorative perse, infatti - conclude il parlamentare 5 Stelle – si sarebbero tradotte nel mancato accoglimento delle domande di disoccupazione agricola, con preoccupanti ricadute per intere comunità che vivono di agricoltura e, in particolar modo, olivicoltura».
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