La nota

«Manca dialogo tra Sanità pubblica e privata. A Gravina un centro radiologico privato accreditato»

Il presidente del gruppo regionale Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, invita il presidente e assessore alla Sanità, Emiliano, a fare una mappatura delle strutture e informare i pugliesi

Politica
Gravina venerdì 14 settembre 2018
di La Redazione
I macchinari del centro Radiologia GIBA
I macchinari del centro Radiologia GIBA © Radiologia GIBA

"A Gravina in Puglia esiste un centro radiologico con una Tac e una Risonanza Magnetica in grado di effettuare prestazioni a pazienti obesi fino a 200 kg. Solo che si tratta di un centro privato e accreditato."

Lo scrive in una nota inviata in redazione il presidente del gruppo regionale Direzione Italia/Noi con l’Italia, Ignazio Zullo invitando il presidente e assessore alla Sanità, Emiliano, a fare una mappatura delle strutture e informare i pugliesi.

"La storia di Luca - spiega Zullo - mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca: non solo per la morte del quarantenne obeso al quale la Sanità pubblica non ha saputo dare una pronta risposta, ma perché è la dimostrazione del mancato dialogo e collaborazione fra la Sanità pubblica e quella privata accreditata pugliese. L’ideologia dominante porta in continuazione a penalizzare le strutture private accreditate che, invece, potrebbero interagire con quelle pubbliche per una migliore assistenza ai pugliesi. All’interno di questi centri privati accreditati esistono e lavorano professionisti che nulla hanno da invidiare a quelli del pubblico, ma spesso si sentono di serie B."

"Con questa nota - incalza Zullo - voglio che si venga a sapere che esiste un centro, a Gravina, ma forse ce ne sono altri, dove gli obesi possono rivolgersi, per questo chiedo all’assessore alla Sanità, il presidente Emiliano, di procedere a una mappatura della strumentazione tenendo conto anche delle strutture private accreditate. In questi giorni insieme al direttore Ruscitti hanno presentato il piano di comunicazione per quello che concerne la Sanità e la Prevenzione. Bene, utilizzino parte di quei fondi anche per informare i pugliesi dove sono le apparecchiature salva vita, perché una diagnosi precoce salva davvero la vita dei cittadini."

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