Informazione e salute

Coronavirus: allarme fake. Quando una fake news può uccidere più del virus

Una pioggia di notizie e falsi scoop di ogni genere. La raccomandazione è dare credibilità solo alle fonti giornalistiche accreditate

Attualità
Gravina martedì 17 marzo 2020
di La Redazione
La bufala del farmaco russo anti-coronavirus
La bufala del farmaco russo anti-coronavirus © n.c.

Complice l’isolamento forzato in casa e il ricorso alle gratificazioni del web (ivi compresa l’offerta “sociale” del “Premium gratis per un mese” di uno dei più diffusi siti del porno) altrettanto ossessiva la ricerca in rete di soluzioni fai da te per salvarsi dalle conseguenze di questa pandemia da Covid-19, che sta ormai scatenando nel Mondo una giustificata paura collettiva. È di queste ore, infatti, il video in rete, e che sta diventando virale, su un miracoloso medicinale in vendita in Russia e in Cina che sarebbe la spiegazione dei pochi casi in Russia di positivi al contagio e forse, subliminalmente, pure del successo della cura draconiana adottata in Cina.

Precisiamo subito che circa la realtà dei numeri di casi positivi in Russia (dove l’Arbidol questo il nome del farmaco russo in vendita dal 1992 e reperibile in farmacia al prezzo di 500 rubli, circa 56 euro) è la stessa AsiaNews che, da Mosca, solleva sospetti che il suo “Governo non diffonde statistiche credibili” perché in tutt’altre faccende interne affaccendato. A smascherare comunque la falsa efficacia di questo farmaco contro il ceppo responsabile di questa pandemia, ma letti da pochi, sono però subito scesi in campo famosi “debunker” (scopritori di bufale) ed ai quali ci associamo volentieri cercando di contribuire, sia pure nel nostro piccolo, a fare corretta informazione. Chiariamo subito e senza mezzi termini che al momento l’unico vero modo per affrontare e vincere la battaglia contro il Covid-19 è attenersi alla lettera alle rigide disposizioni emanate dal Governo e, prima fra tutte, rimanere confinati in casa ed evitare al massimo la trasmissione da contatto con gli altri.

Neanche il tempo di scrivere queste note ed ecco apparire il video di un infermiere di un ospedale civile della Calabria con in mano un farmaco in corso di sperimentazione che “sta funzionando alla grande”. E sarebbe comunque una bella notizia, se ci saranno pure le dovute conferme da parte dell’OMS, anche al di là del suo prezzo non certo economico: 370 euro a fiala. Beh, della serie che, ammesso che funzioni veramente, e su tutti, si salveranno certamente tantissime vite umane...

Ma a questo punto impossibile non tener presente un’incognita non da poco: ovvero se, con i numeri paurosi di contagiati in previsione, la nostra già abbastanza compromessa economia italiana sarà effettivamente in grado di sostenere i costi sociali di una cura diffusa. In attesa di precisi riscontri scientifici e ad evitare anche un eventuale remake di quello che è successo con il famoso “protocollo Silletti” (che, poi disatteso dalla politica, non ha potuto certo arginare l’epifitia in atto della Xylella, ossia l’equivalente per le piante dell’epidemia per gli esseri viventi) rispettiamo tutti le rigide regole prescritte come persino ossessivamente ripetute.

Un sacrificio certo non da poco, ma sempre meglio di quello che potrebbe succedere oltre quello che stiamo già vivendo.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 19 marzo 2020 alle 12:58 :

    Diffondere fake news è da stupidi quasi quanto lo è crederci. Rispondi a Franco