La lettera pervenuta in redazione

«Nessuna paura, riprendiamo in mano la Parola di Dio, facciamolo con tutta la famiglia»

L'appello di don Giuseppe Loizzo, amministratore parrocchiale della comunità SS. Crocifisso di Gravina in Puglia e direttore dell'Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti

Attualità
Gravina sabato 14 marzo 2020
di Michele Laddaga
Don Giuseppe Loizzo
Don Giuseppe Loizzo © Gianfranco Traetta

In un momento come questo. In un periodo di estrema emergenza sanitaria che sta interessando il mondo intero, il nostro Paese, la nostra città a causa della diffusione del virus Covid-19, riceviamo e pubblichiamo, BEN VOLENTIERI, il pensiero di don Giuseppe Loizzo, amministratore parrocchiale della comunità SS. Crocifisso di Gravina in Puglia e direttore dell'Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti.

Invitiamo ognuno di voi a leggere la sua lettera, datata Giovedì 12 Marzo 2020, a prestare attenzione ad ogni sua singola parola.

Rispettiamo le regole, restiamo a casa, usciamo solo se strettamente necessario. Insieme possiamo farcela. Andrà tutto bene.

Buona lettura e buona serata:


"Cari amici e amiche, “piccolo gregge” dell’amata Comunità SS. Crocifisso,

non avrei mai pensato di dovervi scrivere nel mezzo del cammino quaresimale, ma la circostanza, nota a tutti, che ci sta tenendo a distanza, mi fa avvertire un forte desiderio di indirizzarvi un mio pensiero, elaborato in questi giorni in cui, arrivando in Parrocchia, mi è sembrato irreale vederla completamente vuota, ma, nei miei pensieri, vi continuo ad immaginarvi ai soliti posti, sorridenti e pronti a mettervi in gioco ad ogni proposta.

Lo scrivo alle prime ore di questo insolito giovedì 12 marzo, mentre tra me rifletto, prego, leggo, scrivo e vi penso. Gesù rivolgendosi alla sua comunità, la chiama “piccolo gregge”, cioè indifeso gruppo di fratelli e sorelle, che insieme formano quella famiglia di volti, di storie, di cuori intrecciati nell’unica fede e protesi alla sola speranza, che nasce dalla certezza della paterna bontà di Dio e si fonda nell’ascolto della Parola di vita.

È questo barlume di luce che vogliamo raccogliere in questi giorni, per porlo come lanterna ai nostri passi, come spiraglio del domani, come fiamma che arde nella

paura di questi giorni. Permettetemi di proporvi tre suggerimenti perché, anche nel buio, possiamo, attraverso le fenditure del coraggio, della fiducia e della consapevole fragilità, intravedere la luce.


Tempo di preghiera.

Sono questi i giorni in cui a ciascuno di noi è data la possibilità di misurare il reale bisogno di Dio dentro di sé, in cui comprendere quanto è vero il nostro cercarLo, quanto la nostra fede non è solo abitudine, a volte, nemmeno sfiorata da atteggiamenti, parole e desiderio di conversione. Dio è dentro questo tempo, lo sta abitando, non perché gode di quanto sta accadendo, ma perché è qua che vive la sua creatura, e, aldilà di questo crocevia, vuole ridonarle vigore e “come buon samaritano (…) versare sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza” (Prefazio VIII). E allora, coraggio, riprendiamo in mano la Parola di Dio, facciamolo con tutta la famiglia, senza arrossire e senza obbligare nessuno, ma ricordando che, proprio attraverso quelle righe, spolverandole dopo anni che, forse, le abbiamo tenute nel cassetto, Dio ci vuole parlare con la dolcezza di una madre e la forza di un padre. Preghiamo il Santo Rosario, la Via Crucis come è consuetudine nei venerdì di Quaresima, seguiamo la Celebrazione eucaristica in TV, chiediamo al Signore, per intercessione dei Santi, che ci liberi da questa terribile piaga.

Tempo di corresponsabilità.

Forse non siamo mai stati così interessati, in poco tempo, a così tanti Decreti del Governo e della Chiesa. Hashtag sui social ci stanno ricordando alcune accortezze che non possiamo assolutamente ignorare #iorestoacasa, a cui si aggiunge #celafaremo #andràtuttobene #forzaitalia. Quanto è necessaria ora non solo la nostra responsabilità, che richiama il nostro impegno in prima persona, ma l’essere parte di una responsabilità comune, che mette in gioco il bene altrui, soprattutto di coloro che sono più deboli, anziani, ammalati. Anche noi abbiamo il cristiano dovere di fare la nostra parte. Quanto dolore nel dover sospendere ogni attività parrocchiale, ma solo per un bene che tornerà migliore di prima.

E allora, continuiamo ad avere fiducia in chi ci governa nel grande e nel piccolo, e sta indirizzando, pur con tante difficoltà, il cammino di questa nostra Nazione. Rispettiamo l’indicazione ad uscire di casa solo per urgenti motivi, ad utilizzare i mezzi precauzionali che ci sono stati indicati, ad essere cittadini che sanno dare quel contributo, ora più che mai, di esemplarità e di maturità, come segno del prendersi cura l'uno dell'altro.

Tempo di capire il tempo.

Lo scorrere repentino della vita quotidiana ci ha fatto completamente perdere di vista l’accezione del tempo come dono nelle nostre mani. Star dietro ai ritmi di famiglia, lavoro, appuntamenti, relazioni social, notizie dal mondo, ogni istante disponibili sul nostro smartphone, ci impedisce di assaporare il gusto delle piccole cose, di godere il lento trascorrere delle giornate, fatto di volti, di incontri, di ricordi, di chi ci passa accanto non come sconosciuto, ma sorella o fratello che c’interpella. E allora, consapevoli di questa fragilità personale, propria del nostro tempo, riscopriamo, in questi giorni, la bellezza di stare insieme senza tempo, senza fretta di dover correre per raggiungere l’appuntamento successivo, di ascoltare i nostri figli o di dialogare con i nostri genitori, di raggiungere telefonicamente un amico o parente anziano per offrirgli qualche attenzione, di leggere un buon libro in poltrona o vicino al caminetto, di goderci la visione di un film da commentare con la famiglia, di raccontarci paure e difficoltà, traguardi e obiettivi non via whatsapp ma guardandoci negli occhi e raccogliendo da lì la forza insita in quella condivisione del proprio cammino con chi ti vuole bene.

Per rimanere uniti, vi lancio alcuni semplici suggerimenti da vivere a casa, ma puntando lo sguardo nella stessa direzione, restano comunità anche in questo momento:

- Ogni giorno alla stessa ora, alle 19.00, in Parrocchia io celebrerò il sacrificio Eucaristico, unitevi spiritualmente a me al rintocco consueto della campana, accendendo un lumino davanti ad un’immagine sacra e leggendo la Parola di Dio.

- Il giovedì continueremo a vivere l’Adorazione Eucaristica alla quale potrete partecipare dalla pagina Facebook della parrocchia. Intorno alle 20.30, quando sentirete uno gioioso scampanio, mettetevi in ginocchio perché dal sagrato impartirò la benedizione al quartiere e alla città.

- Il venerdì sarà possibile pregare insieme la Via Crucis cercando la frequenza 101,00 mhz Radio Altamura Uno, anche sulla pagina Facebook della stessa radio.

- Vi arriverà una piccola proposta settimanale di Lectio Divina e nel giorno del Signore un breve pensiero omiletico sui Vangeli domenicali.

- Su numerose reti potrete seguire la Santa Messa e la preghiera del Santo Rosario.

- A breve, insieme con i catechisti, lanceremo una modalità social di continuare i nostri itinerari di fede con gli adulti, i giovani, i ragazzi e i bambini.

Oggi idealmente, sentendo accanto a me tutti voi, la mia famiglia, gli amici e le amiche di sempre, spegnerò 33 candeline, in fondo, come diciamo in gergo, non sono il Parroco di Cristo? Credo che tutto sia provvidenziale. Ieri sera mi avete raggiunto, inaspettatamente, con un video in cui ci siete tutti, per gli auguri più affettuosi e cari, mi avete commosso. Ci vediamo stasera, davanti a Gesù Eucaristia, solo da casa vostra - mi raccomando - tramite Facebook, per pregare insieme.

Ai piedi del nostro amatissimo Crocifisso ho deposto alcuni fiori, all'altare di San Sebastiano, quello eretto nel 1483 per chiedere al santo la liberazione della Città di Gravina dalla peste che imperversava, ho portato la mia preghiera di gratitudine per ciascuno di voi e per gli operatori sanitari e la mia richiesta di liberazione da ogni male per l'umanità intera, con un particolare pensiero agli ammalati, agli anziani, ai lavoratori che in queste ore piangono per portare il pane a casa.

Amici cari, nessuna paura, nessuno scoraggiamento può tenerci attanagliati, nella consapevolezza che siamo nelle mani di Dio, e se anche ci viene chiesto qualche sacrificio, è soltanto il prolungamento di un Venerdì santo, che è preludio della gioia pasquale, quando ci ritroveremo a cantare l’Alleluia della vita nuova, quella di Cristo, il Crocifisso Risorto, quella di chi avrà continuato a credere e a sperare in quell’alba di luce e di amore.

Gravina in Puglia, 12.03.2020 Don Giuseppe Loizzo"

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