Il racconto dell'iniziativa

Inaugurato a Gravina il murale dedicato a San Sebastiano

Il rito di benedizione dell'opera si è svolto nella giornata di lunedì 20 Gennaio in occasione della prima festa dedicata al Santo promossa dalla comunità parrocchiale SS. Crocifisso

Attualità
Gravina mercoledì 22 gennaio 2020
di Michele Laddaga
Il momento della benedizione
Il momento della benedizione © n.c.

Un omaggio a San Sebastiano in chiave contemporanea. Un’esplosione di colori e di emozioni. Nella serata di martedì 20 Gennaio, giorno in cui si celebra il Santo protettore dei vigili urbani e degli atleti, è stato inaugurato il capolavoro curato dall’artista Daniele Geniale. L’opera, realizzata sulla parete adiacente alla chiesa di San Sebastiano di Gravina in occasione dell’ultima edizione della festa del Santissimo Crocifisso svoltasi nella città del grano e del vino, ha incantato tutti i presenti, grandi e piccini, per la sua bellezza e la sua maestosità.

A curare il rito di benedizione del murale, nel giorno della festa liturgica dedicata a San Sebastiano, ci ha pensato don Giuseppe Loizzo. «Questa idea è nata da alcuni giovani che sono venuti da me chiedendomi di poterla mettere in pratica. Non ho avuto alcun dubbio a dir loro di sì - ha raccontato ai presenti l’amministratore parrocchiale della chiesa SS. Crocifisso – Guardiamo le cose belle e non stanchiamoci di realizzare il bello perché il bello non viene mai rovinato». «San Sebastiano – ha poi spiegato Daniele Geniale – è un santo martire morto per un’idea. È stato ucciso trafitto dalle frecce e dunque è stato rappresentato nell’iconografia con le frecce. Il concetto che ho voluto esprimere con la mia opera è: non morire per un’idea soprattutto quando l’idea stessa è essere tolleranti verso la diversità». «Infatti – ha aggiunto l’autore del murale – quello che ho voluto fare da laico è studiare tutto il processo di racconto della sua morte e cercare di invertirlo. L’ho rappresentato attraverso frecce che non gli arrivano, non lo trafiggono e che San Sebastiano stesso riesce a bloccare attraverso la forza del pensiero, delle idee, della ragione». Di particolare interesse si rivela anche la riflessione che lo stesso don Giuseppe Loizzo esprime sull’opera: «San Sebastiano è stato ucciso a causa dell’intolleranza religiosa, del suo voler annunciare comunque la sua fede e voler condividere la sua esperienza di fede – spiega don Giuseppe - Ma questo non viene accettato dal contesto pagano dell’esercito romano. Si trova a dover subire l’intolleranza e la sua coerenza lo porta a morire martire per la fede in Cristo». «Quel suo dito – precisa il parroco soffermandosi sui dettagli del murale - ferma le frecce simbolo di intolleranza e di disprezzo dell’altro, d’incapacità di sentirsi fratelli. Quelle frecce le ferma perché in quanto Santo lui intercede per tutti quei segni di intolleranza che l’umanità tante volte si ritrova a dover recepire». «Quella luce ben visibile sul corpo disegnato dall’artista – aggiunge il parroco della chiesa SS. Crocifisso - sta a dire che quella intercessione oggi può essere efficace solo perché c’è l’intervento della grazia di Dio su quella forza che spesso trattiene la bellezza di essere umani». «Dove Sebastiano depone le armi – afferma - lascia il passato, ciò che è lotta, cattiveria e ciò che è imposizione del proprio pensiero su quello degli altri». Alle scritte blasfeme e agli atti vandalici che spesso interessano le mura di una città, la parrocchia SS. Crocifisso ha dunque risposto con un gesto concreto, con un segno di bellezza urbana. «Anche se geograficamente parlando ci troviamo un po’ giù al paese – ha concluso don Giuseppe Loizzo - da noi le cose belle ci possono stare e devono continuare ad esserci. Grazie a tutti».

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