Da Palazzo di città

La Gravina dei record: nuovo primato per Vincenzo D’Agostino nel getto del peso

Il campione gravinese lancia a 17,60 metri, nona migliore misura mondiale del 2019. Il sindaco Valente e l’assessora Matera: «Fieri di avere un atleta di interesse nazionale»

Attualità
Gravina mercoledì 06 febbraio 2019
di La Redazione
Vincenzo D'Agostino
Vincenzo D'Agostino © n.c.

Gravina città di un atleta di interesse nazionale. Vincenzo D’Agostino, classe 1996, campione in erba nella disciplina del lancio del peso, ha conquistato il prestigioso titolo Fidal direttamente in pedana, scagliando la sfera di metallo da 7,260 chili a 17,60 metri di distanza. Una misura che gli è valsa, nell’ordine, il nuovo primato personale, il record regionale pugliese assoluto e - non certo ultimo - l’ingresso nella top ten mondiale dei lanci del 2019, con la nona migliore prestazione indoor dall’inizio dell’anno ad oggi.

L’atleta gravinese, punta di diamante del Futurathletic team Apulia, ha messo a segno il suo brillante risultato nei giorni scorsi, al Meeting Nazionale di Teramo, ma è già pronto per ripartire alla conquista di altri successi. Prossimo appuntamento il 17 Febbraio, ai Campionati nazionali indoor di Ancona. Nel mezzo, tra una tappa e l’altra, i duri allenamenti quotidiani, sotto l’occhio attento del tecnico foggiano Ivano Del Grosso. E naturalmente, il ritorno nella natìa Gravina. «Siamo davvero fieri – dicono il sindaco Alesio Valente e l’assessora allo sport Maria Nicola Matera, commentando il riconoscimento di atleta di interesse nazionale ottenuto dal ventitreenne lanciatore gravinese – di poter avere tra noi un campione come D’Agostino: in una disciplina a torto considerata minore, il nostro atleta sta bruciando un record dopo l’altro, costruendo da sé una storia personale fatta di sacrifici e duro lavoro, ripagata da importanti successi. Gli auguriamo di riuscire a fare sempre di più e meglio, e continueremo a stargli vicino, ma sin d’ora possiamo dire che la sua esperienza non solo è un vanto per l’intera comunità, ma anche un modello di riferimento per tutti. Pure per questo ne siamo orgogliosi».

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