Elezioni dell'11 giugno 2017

Crisi amministrativa, Pd: «Il bluff delle opposizioni danneggia esclusivamente la città»

Angelastro: «Riteniamo sia evidente che chi ha paura di un ritorno alle urne siano proprio le opposizioni e abbiamo elementi certi per affermarlo»

Politica
Gravina giovedì 15 febbraio 2018
di La Redazione
Nico Angelastro
Nico Angelastro © Fb

Il Partito Democratico di Gravina intende chiarire la situazione, attraverso le parole del proprio segretario Nico Angelastro, sull’impasse amministrativa creatasi dopo l’accoglimento del ricorso, da parte del TAR, indetto dalla coalizione civica guidata da Mimmo Romita.
«Continua il bluff delle opposizioni. Un bluff che potrebbe costare veramente molto alla nostra città – tuona il Segretario Nico Angelastro - Riteniamo sia evidente che chi ha paura di un ritorno alle urne siano proprio le opposizioni e abbiamo elementi certi per affermarlo poiché il loro atteggiamento nelle aule di tribunale comporta il fatto che sull’Amministrazione comunale di Gravina gravi un giudizio pendente che non ci può portare alle elezioni amministrative nel 2018. La sentenza doveva passare definitivamente in giudicato entro il 24 febbraio. C’erano diverse strade che le opposizioni potevano intraprendere per scongiurare l’ipotesi di votare nel 2019. Mi dispiace constatare che questa non è una situazione casuale, bensì pianificata a tavolino».

"Per quanto riguarda la coalizione civica guidata da Mimmo Romita - si legge in una nota sottoscritta dal circolo territoriale "Ninuccio Pappalardi" pervenuta in redazione - il Partito Democratico aspetta, speranzoso, la notifica della sentenza del ricorso nei confronti di tutte le parti in causa. Attesa che sarà vana da parte nostra: l’opzione della notifica da inviare a tutte le parti in causa, avrebbe accelerato i tempi per la conclusione della vicenda. Avrebbe consentito una pronuncia definitiva entro il mese di febbraio, con la valutazione, contestuale, da parte della nostra coalizione e del Sindaco di non indire nessuna azione di ricorso alla pronuncia del TAR del gennaio scorso. Hanno compiuto una scelta politica così scellerata e premeditata da non aver avuto nemmeno il coraggio di dirlo in piazza, vista la conferenza stampa annunciata e mai fatta da parte di Romita.
Il Partito Democratico intende stigmatizzare anche l’atteggiamento assunto dal Movimento Cinque Stelle: anche loro avevano indetto azione di ricorso al TAR nei confronti dell’ammissione della lista Gravina On."

"La sentenza dell’11 gennaio - si legge ancora nella nota - poteva diventare definitiva anche se diverso fosse stato l’atteggiamento dei grillini. In sostanza, era necessaria la rinuncia della loro azione di ricorso, vista anche la sentenza dirimente la stessa questione pronunciata soltanto dieci giorni prima la data stabilita per la pronuncia dei giudici del TAR nei confronti del ricorso grillino. Infatti la pronuncia dei giudici amministrativi sul ricorso dei Cinque Stelle era stata inizialmente stabilita per martedì 23 gennaio, per poi essere posticipata a martedì 20 febbraio: posticipo non casuale anche questo, vista la richiesta esplicita fatta dai legali dei cinque stelle in merito ad un vizio di forma dovuta alla mancata notifica ad uno dei controinteressati. Il vizio di notifica era stato sanato dallo stesso controinteressato, attraverso la costituzione in giudizio, prima della decisione di posticipo. Decisione di posticipo indotta sempre dai legali dei cinque stelle, pressanti nei confronti del TAR di Bari sulla richiesta di posticipo della pronuncia. Intendiamo dire che queste non sono chiacchiere da bar: ci sono i verbali dei tribunali che lo testimoniano."
"Intendiamo concludere il nostro chiarimento,- incalzano i piddini - constatando una certa mancanza di conoscenza delle procedure amministrative (non è la prima volta) da parte del Circolo di Fratelli d’Italia di Gravina. Innanzitutto vediamo citato, nel comunicato redatto dal coordinatore locale Leo Vicino, l’istituto giuridico dell’acquiescenza: un opzione prevista dal codice di procedura civile e non regolamentato dal codice del processo amministrativo. Vogliamo ricordare ai meloniani che la questione è amministrativa e viene regolamentata dal codice del processo amministrativo, pensavamo fosse un concetto abbastanza ovvio.

Ma la vera questione non è questa: la mancata imminente notifica da parte della parte ricorrente in primo grado (ovvero la coalizione civica di Mimmo Romita) e la contestuale rinuncia del ricorso grillino non consentono alla sentenza del TAR del 11 gennaio di diventare definitiva entro il 24 febbraio anche nel caso in cui fosse prevista la possibilità di poter usufruire dell’istituto dell’acquiescenza nel processo amministrativo. Siamo contenti del fatto che anche Fratelli d’Italia abbia dubbi sulla mancata notifica da parte della coalizione di Romita. Ribadiamo fortemente che questo è un impasse amministrativa pianificata dagli stessi ricorrenti, forse per non rivedere una certa idea di città nuovamente e sonoramente sconfitta alle urne."
«In un clima di bugie generate da più parti – conclude Angelastro – è bello vedere tante manifestazioni di affetto nei confronti dell’ex Sindaco, degli ex Assessori e degli ex consiglieri. Sintomo del buon lavoro per conseguire quella città del sorriso che, soltanto pochi anni fa, sembrava un sogno».

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