Amministrative 2017

Elezioni comunali annullate dal Tar. Valente: «La democrazia non esiste»

Il Partito Democratico "Ninuccio Pappalardi" rende noto che ci sarà un appello al Consiglio di Stato

Politica
Gravina venerdì 12 gennaio 2018
di La Redazione
Alesio Valente procalamto sindaco di Gravina
Alesio Valente procalamto sindaco di Gravina © n.c.

Nella giornata di ieri sono state annullate le elezioni che lo scorso Giugno avevano portato alla vittoria del sindaco Alesio Valente.

É stato infatti accolto il ricorso che lamentava irregolarità nella presentazione della lista “Gravina on”. Dichiarata l’illegittimità dell’ammissione della predetta lista, il Tar di Bari - Seconda Sezione - ha annullato l’intero complesso delle operazioni elettorali (leggi qui il dispositivo ufficiale della sentenza). 14 dei 15 moduli presentati dalla lista incriminata alla commissione elettorale pur riportando generalità di candidati, sottoscrittori e relative firme, non presentavano alcun collegamento al candidato sindaco di riferimento

In base a quanto emerge dal provvedimento giurisdizionale, «la dichiarazione dei presentatori di una lista candidata alle elezioni deve inequivocabilmente esprimere la volontà politica degli autori, fondata sulla completa conoscenza degli elementi essenziali affinché a detta dichiarazione conseguano gli effetti giuridici voluti dalla legge». Senza i consensi ottenuti dalla lista “Gravina On”, (13%) verrebbe meno il numero di voti (53%) che ha permesso al sindaco di essere eletto al primo turno evitando così il ballottaggio.

"La democrazia, di fatto, non esiste. - ha dichiarato via social un amareggiato Valente - La volontà espressa solo sei mesi fa da 14200 persone è stata annullata per un errore formale nella presentazione di una lista. É il risultato ottenuto da chi, non avendo ottenuto la fiducia della città si rifugia nei cavilli e nei formalismi per ottenere dalla giustizia amministrativa la cancellazione con un tratto di penna di un risultato storico. Un regalo avvelenato per la nostra Gravina che, salvo ricorsi da parte nostra, vivrà una nuova fase di commissariamento prefettizio.

Sono davvero indignato per quanto accaduto. Vengono annullate le elezioni non per brogli o forzature. Nulla di nulla: solo un errore nella presentazione della lista "Gravina on". Insomma, a nessuno importa di ciò che la gente ha voluto e deciso col voto. A nessuno importa dell'entusiasmo, delle aspettative, dei desideri e delle speranze dei tanti gravinesi che hanno creduto in un progetto. Non gli importa dei loro sorrisi, dei loro sogni, delle loro lacrime. Niente: cercano solo nemici da abbattere. In questi sei mesi hanno fatto di tutto per riuscirci, si sono persino introdotti nella mia privata, incuranti dei miei affetti e di quelli delle persone a me care e vicine. C'è una canzone degli anni Sessanta che dice: "Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere". Per loro non è così. Pazienza. É un'altra la Gravina che conosco e per la quale mi sono sempre impegnato in politica. Andiamo avanti. Non mi tiro indietro. Ci sono, continuerò ad esserci."

Intanto dal Partito Democratico di Gravina "Ninuccio Pappalardi" confermano, come era prevedibile, che ci sarà un appello da parte della maggioranza in consiglio comunale al Consiglio di Stato che deciderà in tempi brevi dopo aver fissato l'udienza con provvedimento d'urgenza il dafarsi. Se la sentenza (leggi qui il dispositivo ufficiale della sentenza) verrà confermata, il Comune di Gravina sarà sciolto, verrà nominato un commissario prefettizio e si andrà a nuove elezioni.

«La cosa strana è che questo ricorso non sia stato fatto dai sottoscrittori ma dalle forze politiche alternative a questa maggioranza, questo costituisce un precedente grave», ha dichiarato il capogruppo alla Città Metropolitana, Mimmo Cardascia. «Il ricorso che faremo - ha chiosato il segretario della sezionale locale del Pd, Nico Angelastro - ci riporterà alla guida della nostra città. A tutti gli iscritti del Pd dico che questo è vero, è un momento particolare. Ma sono certo che il Partito Democratico sarà ancora protagonista della vita di questo paese.»

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