Nota a cura dell'associazione culturale Gravina 2017-2019

«Gravina se ci sei batti un colpo!»

La lettera aperta alla città di Laddaga Michele, Varvara Vincenzo, Raguso Fedele, Vicino Leo, Serangelo Luigi, Lovero Francesco, Lovero Ignazio, Buonamassa Salvatore

Politica
Gravina venerdì 10 novembre 2017
di La Redazione
Gravina
Gravina © n.c.
«Gravina se ci sei batti un colpo!

Pubblichiamo una nota fatta pervenire nella giornata di ieri alla nostra mail redazionale dall'associazione culturale "Gravina 2017-2019".

"Nella precedente riflessione, pubblicata nell’agosto scorso, la nostra associazione culturale evidenziava discrasie evidenti nella gestione di alcune tematiche TURISTICO - CULTURALI in totale antinomìa con le comunità limitrofe. Era nostro intento solleticare l’attenzione e la sensibilità adeguate verso realtà che rappresentano, per la nostra città, sogni realizzabili. Ma come suole dirsi non c’è peggior sordo di chi non voglia sentire. Tutto ciò non ci scoraggia né tantomeno farà scemare il nostro impegno o l’attenta valutazione dei comportamenti ed il nostro rimane un percorso prettamente culturale"

"Alcune prese di posizione sconcertanti ed imbarazzanti - scrivono tra gli altri, Laddaga Michele, Varvara Vincenzo, Raguso Fedele, Vicino Leo, Serangelo Luigi, Lovero Francesco, Lovero Ignazio, Buonamassa Salvatore - non tanto per chi le subisce quanto per colui che le esplica, ci rafforza nella convinzione che la continuità, nonché la contiguità, nell’azione amministrativa e nei comportamenti, permane. Noi, invece, riteniamo indispensabile una rottura col passato per costruire un futuro diverso. La rottura prevede una terapia collettiva sui lati più negativi della città, dalle paludi clientelari al risorgere della normalizzazione frutto di compromessi e mistificazioni e dall’incapacità di proporre il nuovo o il diverso che possano offrire un futuro e una speranza.

Veniamo al dunque:

Bosco comunale: per quel poco che resta dei circa duemila ettari di questo patrimonio donatoci da madre natura, dopo mesi, dalla sua quasi totale distruzione, non vi è una presa di posizione netta sulle responsabilità, sul suo recupero, sulla futura salvaguardia, su eventuali presidi che potrebbero evitare ulteriori calamità! Ben venga la costituzione di associazioni di volontari, pregevole e condivisibile, seppure buggerata dalle istituzioni, ma rimane inspiegabile la mancata costituzione di parte civile sia da parte del Comune che della Regione Puglia difronte a simile disastro! E sulle negligenze riguardanti l’affidamento dei locali del cosiddetto “Bar Marcuccio” e relativo ricorso della ditta aggiudicataria? Ci sarà qualcuno che risponderà politicamente e giuridicamente di maldestre gestioni?

Rigenerazione urbana: dopo aver buttato, letteralmente, al vento milioni di euro, per il nulla, si persevera nella circuizione di onesti cittadini, animati semplicemente da entusiasmo e da un amore profondo verso la propria città. Incontri promossi da cittadini, associazioni e mondo scolastico, hanno portato il sindaco Valente, a conclusione del dibattito avutosi nel luglio scorso, ad affermare: “Ora la penna passa nelle vostre mani e nelle vostre menti per cercare di disegnare al meglio quello che può essere il percorso migliore per continuare a rigenerare e dare nuova luce alla nostra città ". Conclusione?: è stata preferita la strada più breve: il progetto esecutivo è stato presentato in Regione, all’insaputa di tutti, in barba alla fatidica penna assegnata ai cittadini. Idem dicasi sulla mobilità sostenibile: e i dibattiti pubblici, il coinvolgimento della città nella stesura? Si continua a sbeffeggiare la dignità delle persone! E su Calata San Michele, dove si ammette che ci è stato un errore di valutazione, chi paga, chi risarcisce la comunità?

Via Porticella: si può dare seguito ad una bitumazione totale di una strada, facendola passare per provvisoria sistemazione, in attesa di un ipotetico riposizionamento delle basole, scaricando su precedenti amministratori le responsabilità? Fa, persino, pena assistere a giustificazioni tecniche, sfocianti nel politico, non pertinenti (escusatio non petita accusatio manifesta! Scusa non richiesta accusa manifesta) e, in ultimo, all’avvallo politico della commissione comunale di cui fanno parte anche consiglieri di minoranza. Una semplice domanda: le chianche rimosse che fine hanno fatto?

In ultimo due temi di rilevanza vitale:

Nettezza urbana: perché tanto attaccamento alla TRADECO e alla CONSIP, società tra l’altro invischiate in contenziosi, mentre altri comuni hanno saputo e voluto trovare valide alternative?

Mensa scolastica: perché mai tanto ritardo nell’indizione di una gara scaduta da tempo, quando fin dal mese di gennaio si partiva con indicazioni di indirizzo? NON SI GIOCA SULLA SALUTE DEI BAMBINI, NON SI CALPESTANO I DIRITTI DEI NOSTRI FIGLI per meri giochi politici! e sarebbe vergognoso se tutto ciò fosse teso alla SALVAGUARDIA DI INTERESSI PRIVATI!

Riteniamo giunto il momento per costruire alternative possibili a realtà che diamo per scontate. Dobbiamo istintivamente pensare ad un cambiamento che si avverte ormai radicato nella vita quotidiana di Gravina, anche se mascherato da illusori risultati elettorali.

Matera 2019 deve rappresentare, in tal senso, un’occasione assolutamente straordinaria. Oltre al prodotto culturale, dobbiamo presentarci con un atteggiamento decisamente innovativo. Il direttore della manifestazione materana, Paolo Verri, ha, di recente, affermato: “Il nostro obiettivo non è quello di parlare di Matera, ma di parlare da Matera. Di solito la cultura si importa, si chiamano tante persone a venire in un posto a diffonderla. Noi invece vogliamo esportarla”.

Riteniamo che Gravina sia in grado di mostrare ma abbia, anche, la capacità di esportare. Perché ciò sia possibile, dovremmo avvertire l’urgenza, più di altri, di presentarci in belle vesti. Evitiamo di soffermarci, esclusivamente e perennemente, sui luoghi fondanti della città, ormai noti a tutti: pensiamo piuttosto di comprendere meglio non tanto la parte costruita quanto la parte non costruita e Gravina ne ha tanta! Se interessati alla crescita, allo sviluppo alla salvaguardia, alla costruzione di un futuro per i nostri figli, usciamo fuori dall’assuefazione soporifera che pare aleggi in questa città. Mettiamo da parte il proverbiale fatalismo che ci fa dire: sono tutti uguali! Rinfocoliamo la nostra passione!

A tutti, singoli cittadini, associazioni, partiti, consiglieri di opposizione o di maggioranza, interessati, diciamo: tutti insieme battiamo un colpo, perché davvero si possa riavviare quella costruzione mai completata."

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