Da Palazzo di Città

Gravina resta nel Cammino Materano: il Bosco Difesa Grande meta di turisti e camminatori

La conferma dopo il confronto avviato dall’assessore Alessio Dipalma, con i referenti della rete di sentieri che si dipanano dalla città dei sassi. Il sindaco Valente: «Gravina sempre più città dei percorsi naturalistici»

Attualità
Gravina mercoledì 08 agosto 2018
di La Redazione
Cammino Materano
Cammino Materano © Cammino Materano

Gravina resta tra le tappe del Cammino Materano. A scacciare i timori affacciatisi nei giorni scorsi è stato il confronto avviato dall’assessorato al bosco, guidato da Alessio Dipalma, con i referenti della rete di sentieri che si dipanano dalla Capitale della Cultura 2019.

In particolare, ad essere posto in discussione era stato il segmento del percorso – riconosciuto anche dal Mibact – che collega la città del grano e del vino a Picciano, attraversando il bosco Difesa Grande, interessato lo scorso anno da un vasto e distruttivo incendio e per questo oggetto di un’ordinanza che ancor oggi vieta il transito in determinate porzioni di esso, alcune delle quali toccate anche dalle rotte del Cammino Materano. «Per motivi di sicurezza – spiega l’assessore Dipalma – molte aree del Difesa Grande sono ancora inaccessibili, ma di concerto con i tecnici comunali, la Polizia Municipale ed i referenti del Cammino al termine di un sopralluogo congiunto abbiamo individuato una soluzione adeguata, idonea anzitutto a salvaguardare l’incolumità dei viandanti».

L’intento è quello di permettere ai camminatori di godere dei suggestivi scenari naturalistici del polmone verde gravinese, che vanno ad incastonarsi in uno dei quattro percorsi che dalla Basilica di San Nicola, conduce direttamente ai Sassi di Matera seguendo le tracce di antichissimi sentieri e tratturi. «Gravina – commenta il sindaco Alesio Valente - è anche la città dei cammini ed è importante per noi che resti parte integrante del Cammino Materano, anche perchè in vista di Matera 2019 riteniamo che valorizzare i percorsi naturalistici in un luogo ricco di bellezze e di storia come il nostro, sia un importante attrattore turistico. Senza contare, specie dopo l’incendio dell’estate 2017, che il modo migliore per preservare il nostro bosco è proprio quello di viverlo il più possibile».

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