Le dichiarazioni dei consiglieri regionali pentastellati Cristian Casili, Marco Galante, Antonella Laricchia e Antonio Trevisi

Stato acque Pertusillo, M5s: «Dati rassicuranti ma la situazione va monitorata»

Ieri Arpa e Aqp hanno spiegato le modalità di attuazione dei controlli effettuati in modo rigoroso da cui emergono dati rassicuranti, in particolare quelli di Aqp sulla potabilizzazione delle acque destinate al consumo umano

Attualità
Gravina venerdì 14 luglio 2017
di La Redazione
La diga del Pertusillo © n.c.

Si è discusso dell'invaso del Pertusillo ieri in consiglio Regionale.

Al centro delle audizioni, che hanno avuto luogo nella V commissione presieduta da Filippo Caracciolo, lo stato delle acque della diga.

La richiesta di approfondimento è partita dai consiglieri del M5S Trevisi, Laricchia, Casili e Barone. Sono stati ascoltati i rappresentanti di Arpa Puglia e dell’Acquedotto pugliese per appurare la situazione in ordine a possibili sversamenti di greggio (considerato che in Val d’Agri insistono nelle vicinanza dell’invaso 27 pozzi petroliferi), che possono avere ripercussioni sullo stato delle acque destinate, nel territorio pugliese, ad usi potabili.

Sia Arpa che Aqp hanno spiegato le modalità di attuazione dei controlli effettuati in maniera costante e rigorosa da cui emergono dati rassicuranti, in particolare quelli di Acquedotto pugliese con riferimento alla potabilizzazione delle acque destinate al consumo umano, monitorate in entrata e in uscita.

La situazione delicata in cui versa l’invaso del Pertusillo è stata, invece, evidenziata dalla prof.ssa Albina Colella, docente di Geologia e Sedimentologia dell’Università della Basilicata che ha evidenziato la necessità di una legge speciale, dato che l’invaso presenta delle connotazioni particolari per via della presenza in zona di pozzi petroliferi e del Centro Olio distante 1,8 km.

Di qui una serie di squilibri tra cui un processo di eutrofizzazione delle acque per via della presenza di azoto e fosforo conseguente al processo di desolforazione del petrolio. La docente ha anche sottolineato che la periodicità mensile della campionature effettuate dall’Arpa della regione Basilicata non è sufficiente. Serve una periodicità settimanale e vanno rivisti i punti di prelievo, considerato che la qualità dell’acqua varia in relazione agli sversamenti di idrocarburi che sono episodici.

«L’aspetto che volevamo chiarire è quello che riguarda la sicurezza e la qualità dell’acqua che bevono i pugliesi - spiegano Cristian Casili, Marco Galante, Antonella Laricchia e Antonio Trevisi - e ci rassicura che attualmente la qualità della stessa sia buona, ma non possiamo accontentarci: dobbiamo assicurarci che lo sia anche quella che berranno i nostri figli. Il centro Estrazione Oli vicino all’invaso del Pertusillo è un rischio e la situazione va costantemente monitorata, dal momento che anche l’Eni ha ammesso gli sversamenti.

Ci rassicura che l’AqP faccia controlli settimanalmente all’ingresso dell’impianto di potabilizzazione e in uscita e che questi monitoraggi evidenzino valori nella norma, ma siamo consapevoli di come la situazione sia diversa in Basilicata; addirittura la professoressa Colella ha parlato della necessità di una legge speciale per il Pertusillo. Ci dispiace che in audizione non siano venuti i rappresentanti dell’Arpa Basilicata e della Regione Basilicata, che pure erano stati convocati».

«Ad ogni modo, visti i dati confortanti sulle acque pugliesi emersi oggi - aggiungono - ci chiediamo che senso abbia il piano di monitoraggio e controllo della contaminazione ambientale delle acque degli invasi del Locone e del Pertusillo approvato con la delibera n.567 del 2017 e finanziato con risorse del Ministero dell’ambiente che sarebbero destinate al piano straordinario per la verifica ambientale nella discarica di Burgesi. Una domanda - concludono i cinquestelle - a cui speriamo risponda il prima possibile nell’audizione da noi richiesta un mese fa il Direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio dott.ssa Barbara Valenzano».

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