L’assessorato ai tributi: in corso un’operazione di ripristino della legalità

Niente cartelle pazze: solo accertamenti sul canone sulla pubblicità

Infondate le voci diffuse sul web: tutti i chiarimenti utili per i cittadini

Attualità
Gravina venerdì 17 marzo 2017
di La Redazione
Paolo Calculli
Paolo Calculli © Ufficio stampa comune di Gravina in Puglia

False e tendenziose.

Così l’assessorato municipale ai tributi, guidato da Paolo Calculli, definisce le voci rilanciate attraverso i social forum in relazione agli accertamenti in corso sul rispetto della legalità nel campo pubblicitario.

In particolare, trova una secca smentita l’accusa secondo la quale cartelle pazze avrebbero raggiunto migliaia di gravinesi. «Un’affermazione lesiva perché completamente inventata», spiega Calculli, precisando che in realtà gli uffici «hanno solo inviato, ad un numero peraltro ristretto a poche decine di contribuenti, un invito a voler chiarire la propria posizione in ordine a presunte anomalie nel campo del pagamento del canone sulla pubblicità».

Accertamenti affidati sin dal 2014 alla ditta “Andreani Tributi”, anche nell’ambito del recupero dell’evasione di Ici, Imu, Tarsu, Tares, Cosap ed altri tributi, al solo fine di assicurare il rispetto della legalità.

«Ma va fatta luce anche su un altro dato, agitato in maniera strumentale a fini probabilmente elettorali», sottolinea Calculli: «Nessuno s’è messo in testa di far cassa a spese dei gravinesi, peraltro in un periodo di particolare crisi economica. Per rendersene conto, basta vedere i casi nei quali il pagamento del canone sulla pubblicità è addirittura escluso».

Nel dettaglio: l’imposta – introdotta da legge nazionale - non è dovuta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, se di superficie complessiva non superiore ai cinque metri quadrati. Non soggette a imposta le targhe degli studi professionali di superficie inferiore ai 300 centimetri quadrati nè le insegne e targhe apposte per l’individuazione delle sedi di comitati associazioni, fondazioni ed altri enti senza scopi di lucro. Infine, quanto alla pubblicità effettuata con veicoli, l’imposta è da pagare in relazione alla superficie complessiva dei mezzi pubblicitari installati su ciascun veicolo, ma con esclusione dei mezzi utilizzati, anche in questo caso con diverse eccezioni.

«Gli uffici – aggiunge l’assessore Calculli – sono come a sempre a disposizione dell’utenza per ogni chiarimento. Con riferimento specifico al canone sulla pubblicità, in particolare, da qualche giorno stanno già operando per fornire il supporto necessario non solo a chiarire dubbi, ma anche a definire eventualmente le posizioni meritevoli di regolarizzazione, in via preventiva, proprio al fine di evitare l’applicazione di sanzioni che sarebbero oltremodo penalizzanti».
Per maggiori informazioni rivolgersi agli sportelli della “Andreani Tributi”, in piazza Notar Domenico, oppure direttamente all’ufficio municipale tributi minori.

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